Visualizzazione post con etichetta Ernest Cline. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ernest Cline. Mostra tutti i post

sabato 1 dicembre 2012

Ready Player One - Ernest Cline



NOTA IMPORTANTE: Visto che è la prima recensione che metto sul blogghe, preciso una cosa: le mie recensioni saranno sempre prive di Spoiler o se ci saranno verranno ampliamente segnalati. Magari un giorno scrivo un pezzo sul mio pensiero sulle recensioni e sugli spoiler. Intanto mi premurava avvisarvi di navigare tranquilli. Ah, e pregherei di comportarvi in egual modo nei commenti.

Premessa: L’idea era di scrivere un pezzo al giorno, almeno nelle prime settimane di vita del blog, ma visto che i pezzi come quello di ieri mi prendono parecchie ore, non credo di riuscire, almeno oggi, a fare nulla. È sabato anche per il Conte.

E quindi oggi, per rispettare comunque i miei propositi, e portarmi avanti con i pezzi dei giorni prossimi, riciclo una recensione scritta da me l’anno scorso e pubblicata solo su Facebook e sul mio forum di fiducia (di cui forse un giorno vi parlerò). La recensione è stata comunque rivista e corretta per il blogghe (e quindi riadattata come se l’avessi scritta oggi) e quindi invece di portarmi avanti, ho impiegato quasi praticamente lo stesso tempo per rifare la recensione.

Ma la recensione di oggi non è una recensione così, messa a caso (cioè potevo mettere la prima recensione, una recensione a caso?), è la recensione di quello che, attualmente (anche di questo parleremo, cioè che io non ho mai delle preferenze assolute ma solo realative al periodo in cui vivo), è il mio libro preferito. Bien, si comincia:


READY PLAYER ONE - ERNEST CLINE

 
Sinossi della trama presa dal retro di copertina (e unici accenni alla trama):
Il mondo è un brutto posto. Wade ha diciotto anni e trascorre le sue giornate in un universo virtuale chiamato OASIS, dove si fa amicizia, ci si innamora – si fa ciò che ormai è impossibile fare nel mondo reale, oppresso da guerre e carestie. Ma un giorno James Halliday, geniale creatore di OASIS, muore senza eredi. L’unico modo per salvare OASIS da una spietata multinazionale è metterlo in palio tra i suoi abitanti: a ereditarlo sarà il vincitore della più incredibile gara mai immaginata. Wade risolve quasi per caso il primo enigma, diventando di colpo, insieme ad alcuni amici, l’unica speranza dell’umanità. Sarà solo la prima di tante prove: recitare a memoria le battute di Wargames, penetrare nella Tyrell Corporation di Blade Runner, giocare la partita perfetta a Pac-Man, sfidare giganteschi robot giapponesi e così via, in una strabiliante rassegna di missioni di ogni tipo, ambientate nell’immaginario pop degli anni ’80, a cui OASIS è ispirato. Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, un nuovo classico dell’avventura che presto diventerà un megafilm prodotto da Warner Bros.

Sono entrato in contatto con questo libro casualmente, un anno fa (la recensione base è stata scritta il 28 novembre 2011). Mi trovavo in un negozio del centro (la FNAC) e mi trovo davanti questo libro: Player One (titolo originale Ready Player One, si vede che il “Ready” era troppo per i lettori italiani). In quel periodo, e ancora ora, sono preso male con il mondo dei videogiochi (cioè, come ho spiegato ieri, lo sono da sempre, ma ora sono nella fase proprio retro-nostalgia e inscimmiamento pesante) quindi trovarmi davanti questa copertina pixellosa accese la mia curiosità come un fuoco scatenato da un tacchino fritto in modo sbagliato nel giorno del ringraziamento (tipo così).